Pugliano, vista mozzafiato e fiera millenaria

fiera-di-pugliano-e1410422382564

Pugliano è una frazione a soli quattro chilometri da San Leo, conta circa 140 abitanti sparsi in diversi nuclei abitativi. Pugliano come tutti i paesi sparsi in questa zona gode di una vista mozzafiato, dalle montagne del Montefeltro al mare, sino alla bizantina Ravenna.  A Pugliano tutti i lunedì di Settembre, si tiene la famosa e caratteristica “Millenaria fiera di Pugliano”. Questa manifestazione ha radici antichissime, nata come fiera che si svolgeva nei pressi della chiesa dedicata alla Madonna di Pugliano con lo scopo di scambiare bestiame e prodotti agricoli prima dell’inverno, all’intenso afflusso di pellegrini si aggiunsero coloro che erano spinti da interessi economici. Anticamente le fiere si svolgevano le domeniche di settembre, nel ‘700 lo Stato Pontificio proibì lo svolgimento della fiera nelle giornate festive, forse per non distrarre i fedeli dai riti religiosi, così furono posticipate al giorno successivo, il lunedì. Tutt’oggi alla Fiera accorrono frotte di persone in quanto ancora resiste la vendita del bestiame affiancata da un grande mercato. Sulle bancarelle si trova merce di ogni tipo. Famose sono “le capanne” sotto le quali si può consumare l’immancabile pesce fritto annaffiato da un buon bicchiere di vino. Il toponimo “Pugliano” forse deriva dal greco ampelòn (vigna, vigneto), quindi il buon vino qui dovrebbe esserci. Pugliano nasce da una frazione abitata da 2-3 persone chiamata oggi Pugliano vecchia, qui è cominciata la storia a partire dal passaggio del vescovo di Sarsina, Vicinio, dove ora sorge una piccola chiesetta dedicata a lui e dentro alla quale troviamo un’imponente statua che lo raffigura. La Chiesa della Madonna di Pugliano, con tale nome esiste anche una famosa Vergine nel territorio campano, risale all’anno Mille. Una leggenda narra che un vescovo di Rimini inseguito da sicari giungesse trafelato al Santuario, dove intensamente pregò la Vergine, poi riprese la sua fuga lasciando le pantofole nel sacello per essere più veloce e fu in salvo. La storia ci tramanda dell’inseguimento da parte  di un Malatesta al vescovo Feretrano Giovanni Seclani che fuggì verso Montecopiolo, all’altezza di Pugliano girò verso Talamello salvandosi. Un campo nei pressi del Santuario ancora oggi è chiamato “il pianto del vescovo” e nel Museo diocesano di Pennabilli sono conservate due purpuree ciabatte.

 

immagine: Fiera di Pugliano

articolo già pubblicato sul quotidiano “La Voce di Romagna” il giorno 28/09/2015

Precedente Alberi, custodi della memoria Successivo Acquacheta, simbolo di San Benedetto in Alpe