L’amore di Giulia in viaggio verso l’ignoto

20150320_123752-1-1Poco tempo fa, alla Fiera del libro della Romagna, tenutasi a Cesena,  Paola Tassinari ha presentato il suo ultimo romanzo, si intitola: “Ár var alda” (un amore fuori dal tempo) edizioni Sensoinverso . La trama: Giulia una giovane donna inquieta e curiosa, si mette in viaggio sola e con pochi soldi in tasca, incontrerà l’uomo della sua vita che la metterà in contatto con i misteri più strani ed estremi. Il romanzo continuerà con due viaggi, uno alla scoperta di luoghi, musei, persone reali, l’altro viaggio si snoderà fra i simboli della terra cava, le leggende, i miti antichi per arrivare a presenze irreali.”L’idea del libro – spiega l’autrice – è nata visitando il Museo archeologico di Sarsina. La galleria dei reperti l’avevo già vista altre volte ma mi era sfuggito, non lo avrei notato neanche questa volta, se qualcuno non mi avesse detto di guardare il simbolo della terra cava. Il lacerto di mosaico era là ben visibile, il globo terrestre con le entrate ai Poli e al posto del nucleo una cavità. Sin dai tempi antichi si sono ipotizzati territori sotterranei, Platone e la sua “caverna” per esempio e nel I secolo d. C., a Sarsina, qualcuno si era fatto fare un pavimento, nella sua villa, col simbolo della terra cava. Questa teoria ogni tanto si ripropone, il centro della terra sarebbe popolato di persone simili a noi ma più evoluti, discendenti degli antichi Giganti, questi ultimi sono raccontati in molti miti, anche nell’Odissea, Polifemo era un Gigante ad esempio. Uno dei primi che diede credito al concetto di terra cava è uno dei fondatori dell’astronomia moderna, Edmond Halley, conosciuto per aver scoperto la cometa che ha il suo nome. Nel 1864 Julio Verne  scrive il romanzo“Viaggio al centro della terra”. Anni dopo il maresciallo nazista Hermann Goering finanziò delle ricerche sugli ingressi dei Poli, indagini finite male, Hitler inviò i più fanatici sostenitori della terra cava nei campi di concentramento. Le entrate per la terra cava non sarebbero solo i Poli, ma anche i punti di incontro delle Ley Line (per la New age sono linee di energia che contornano la terra e che si focalizzano nei luoghi sacri, già dal tempo antico). Sarsina potrebbe essere una di queste entrate: il mosaico che raffigura la terra cava, la presenza delle Marmitte dei Giganti e infine il luogo sacro di San Vinicio che forse era un Druido. Si narra che i Druidi fossero i discendenti  degli Iperborei e questi dei Giganti”.

articolo già pubblicato sul quotidiano “La Voce di Romagna” il giorno 13/04/2015    

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