RIMINI TERRA DI STREGHE

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Forse non sarà un caso o forse sì, nel territorio di Rimini, precisamente a San Giovanni in Marignano, alla fine di giugno si festeggiano le streghe. La festa affonda le sue radici negli antichi riti del ciclo agrario. E’ la festa  pagana del solstizio d’estate dove tutto può accadere, dove santi e streghe convivono. Oggi alle streghe non ci crede più nessuno, ci si augura, eppure in  giro ci sono un mucchio di chiromanti e lo confido solo a voi, una mia amica mi confessò, non molti anni fa, che doveva procurarsi le interiora, il cuore di un gallo e qualcosa di personale del marito, il quale l’aveva abbandonata  a favore  di una più giovane donzella. Il materiale occorreva per un rito, tramite il quale con  l’aiuto di una pseudo fattucchiera, il marito sarebbe tornato all’ovile. Vi prego di non ridere, sono cose che fanno tristemente pensare. Nel riminese si conoscono un paio di streghe vissute nei secoli scorsi. Il poeta latino Orazio in una delle sue opere narra di un atroce sortilegio, perpetrato ai tempi suoi da quattro temibili donne riconosciute come streghe, ai danni di un povero bambino a cui vennero inflitti crudeli supplizi. Sotterrato fino al mento, venne lasciato morir di fame mentre le perfide streghe tra cui la riminese Foglia, mescolavano i loro demoniaci intrugli in un calderone. Il tutto per creare una pozione d’amore. Altra strega di Rimini è  Vaccarina  bruciata sul rogo nel 1587.  Era una vecchia di povera condizione della quale rimangono poche righe : “La Vaccarina, vecchia, fu abbrugiata per strega”. Povera vecchia certamente  bruciata per superstizione e  capro espiatorio per un qualcosa, a lei non fu eretta una statua ma solo poche stringate parole. Pochi anni  più tardi a Cesena si svolse un processo per stregoneria ai danni di una donna di Rimini che pare fosse in grado di evocare il demonio, in sembianze di caprone nero. Che Rimini, possa ancora oggi essere infestata dalle streghe? Ma non preoccupatevi delle streghe, noi romagnoli abbiamo pur sempre la caveja, questa  è considerata ricca di virtù, anche  per il suono squillante degli anelli, la cultura popolare la riteneva capace di allontanare i malefici e gli influssi negativi  sia di streghe che  di diavoli. Dimenticavo di  scrivervi che, il marito della mia amica non è ritornato, anzi ha una donna ancora più giovane, forse occorreva più che un filtro d’amore, l’elisir di giovinezza.

 

immagine:Notte delle streghe a San Giovanni in Marignano

 articolo già pubblicato sul quotidiano “La Voce di Romagna”

 

2 pensieri su “RIMINI TERRA DI STREGHE

  1. Anche la Puglia, cara Paola, sopratutto il Salento ha avuto le sue streghe. Negli anni del dopoguerra nel Salento è tornato vivo e suggestivo il fenomeno delle macare (o strie), termine di non certa provenienza anche se sommariamente accostabile a quello di strega. Le macare erano, e ,a detta di molti, sono tuttora, donne, anziane o giovani, che solitamente uscivano di notte con abiti scuri e lacerati e il volto coperto, o totalmente nude, per consumare vendette, portare a termine riti cerimoniali e chissà cos’altro. Erano solite importunare coloro che andavano in giro di notte, costringendoli a balli sfrenati e strani riti nei pressi dei cimiteri. Erano temute e rispettate allo stesso tempo. Si supponeva che avessero delle doti divinatorie, per questo motivo molte donne vi si recavano per avere informazioni dei propri mariti, figli, fratelli partiti per la guerra e di cui non si avevano più notizie. Erano anche delle abili guaritrici: utilizzavano erbe e strani polveri per preparare unguenti e medicinali per ogni tipo di male. Bisognava stare molto attenti però, anche la minima offesa poteva costare molto cara a chi avesse avuto l’ardore di sfidare una macara. Inoltre, fatture, sortilegi, maledizioni, spesso anche mortali, erano all’ordine del giorno per le macare. La minaccia peggiore si palesava nel loro desiderio di uccidere o rubare i neonati, di solito per scambiarli con i neonati di altre famiglie. Le macare erano facilmente irritabili, soprattutto se non venivano invitate a ricevimenti come battesimi, matrimoni o ancor meno per un bicchierino di vino. Le macare però non sono immortali, anzi sono vulnerabili anche quando operano le metamorfosi: sono in molti i testimoni che sostengono di aver picchiato degli animali dai quali sarebbero stati aggrediti, per poi constatare il giorno successivo, su signore anziane e non, delle ferite del tutto simili a quelle inferte alle bestie. Le stesse donne avrebbero confermato la causa di contusioni e lacerazioni. La figura della macara è ancora presente e viva in tutto il territorio salentino e i racconti ad essa connessi non fanno altro che ribadire il suo profondo radicamento nella cultura popolare.
    Per concludere, un applauso Paola, al tuo scrivere che porta il lettore a cercare oltre,

  2. Grazie per le informazioni, echi delle streghe si trovano in tutte le regioni, pensa un po’ che macare molto probabilmente significa maschera con tutto quello che simbolizza, da cui anche mascara ( ti sporchi in pratica di nero, un tempo non lontano chi si truccava era una donnaccia, ma le donne che son tutte un po’ streghe si truccano e si danno il nero). Anticamente poi il termine masca significava strega.
    Ciao Cosimo, grazie dei complimenti.

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