L’olio di nocciolo è un elisir

shutterstock_251365177-e1442922515544-700x515Il nocciolo è un arbusto che risale alla preistoria, sicuramente ben apprezzato dall’uomo neolitico. Per i cinesi è uno dei cinque nutrimenti sacri donati da Dio. Se ne fa menzione in un manoscritto, forse il più antico testo cinese sui farmaci, il cui autore è sconosciuto. Anche se una leggenda narra che chi lo scrisse fosse un imperatore, che introdusse in Cina le tecniche per l’agricoltura, chiamato il “Contadino Divino”. Probabilmente vissuto dal 2838 a.C. al 2698 a.C. Per i greci e i romani il nocciolo era rinomato al pari della vite. Apprezzavano le nocciole e ritenevano il loro olio medicamentoso e salutare. Difficile da ottenere senza l’impiego di tanti schiavi, venne in seguito sostituito con l’olio d’oliva, in quanto spremere le olive era molto più facile e si otteneva molto più olio. Il nocciolo al pari dell’alloro era associato al soprannaturale e alla magia. La rabdomanzia, ossia la ricerca dell’acqua nel sottosuolo, era effettuata con un ramo “biforcuto” di nocciolo. L’olio di nocciolo venne dimenticato sino ai tempi dell’ultima guerra, quando arrivarono gli anni dei razionamenti del grano e anche dell’olio. Una mancanza a cui si sopperiva col lardo o con lo strutto. Il Piemonte, è la terra in cui la nocciola, è un Prodotto Tipico Certificato (IGP), con prelibatezze che gradiamo tutti, del tipo: gianduia, gianduiotti e baci di dama. I contadini, si ingegnarono e con piccoli torchi ritornarono a spremere le nocciole per ottenerne l’olio. Le proprietà dell’olio di nocciola, sono non solo molto conosciute tra i buongustai che lo considerano un condimento sopraffino per tutte le pietanze, ma risultano assai preziose nella cosmesi e in particolare per il nutrimento della pelle. E’ indicato anche contro le rughe, l’acne, le smagliature e le cicatrici oltre che per massaggi tonificanti. L’olio di nocciola, come condimento, risulta utile per abbassare i livelli di colesterolo cattivo. Le nocciole infatti sono ricche di Omega 3 e Omega 6, di calcio, di vitamine e di sostanze antiossidanti. Gli antiossidanti sono in grado di neutralizzare i radicali liberi, i cui effetti negativi accelerano i processi di invecchiamento cellulare, attaccano il sistema immunitario e favoriscono l’insorgere di numerose malattie. Delle nocciole si usa tutto, i gusci si adoperano nelle stufe al posto della legna, mentre ciò che rimane dall’estrazione dell’olio è una specie di farina che viene usata per dolci. Una tradizione, quella dell’olio di nocciole, che era limitata solo a piccole aziende di nicchia, fuori dalla grande distribuzione. Fino a che, un giovane studente della facoltà di Agraria di Torino, Mattia Pariani, partendo dalla sua tesi di laurea, nel cui titolo vi era già una specie di premonizione: “Nocciolio” . E’ seguita la nascita di una start-up. In pochi anni l’azienda “green”, ubicata a Givoletto, in provincia di Torino, si è affermata esportando l’olio di nocciola, in 24 Paesi del mondo, dagli Stati Uniti al Giappone.“Tutto è cominciato tra i banchi dell’università – racconta Mattia Pariani -, analizzando i sistemi di estrazione dalla frutta secca. Poi con due compagni di studi ho partecipato al Premio nazionale dell’Innovazione. Ho continuato a crederci e non mi sono ancora fermato”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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