I denti del giudizio vestigia di un tempo antico

Denti del giudizio, toglierli perché tanto non servono e sono fonte di problemi, oppure conservarli e toglierli solo in caso di carie e di problemi seri? Pare che tre italiani su dieci, in maggioranza donne, siano invitati a togliersi i denti del giudizio dal proprio dentista.

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I terzi molari chiamati anche denti del giudizio, perché crescono attorno ai vent’anni, sembrano destinati a scomparire.

Sembra che una buona fetta della popolazione non li abbia e a un’altra buona parte non crescano correttamente causando dolori e infiammazioni.

Questo farebbe parte dell’evoluzione.

Le dimensioni della mandibola e della mascella si sono ridotte in confronto al passato.

Lasciando poco spazio per la crescita degli ultimi molari.

Il tipo di alimentazione, sempre più liquida e morbida, avrebbe comportato il minor uso della mandibola e il conseguente suo ridimensionamento.

Il primo ad accorgersi di questo fu Charles Darwin.

Secondo lui, i denti del giudizio non erano altro che un’eredità dei nostri antenati ominidi, che avevano una mascella più larga e con più denti per triturare meglio le foglie di cui si nutrivano, compensando così la incapacità di digerire cellulosa.

I denti del giudizio, hanno meno spazio per crescere, in quanto la mandibola si è ristretta.

Ma quest’ultima ha lasciato il posto a dimensioni maggiori del cervello.

Eureka!

No, secondo recenti studi sull’intelligenza, questa non sarebbe determinata dalle dimensioni del cervello ma dal suo schema di sviluppo. Le dimensioni non contano, sarebbe la corteccia cerebrale, quella specie di pellicola sottile che avvolge il  cervello, e la sua elasticità in particolare a determinare la genialità.

Anche se con gli studi sull’intelligenza tanto è ancora da scoprire.

Pare certo però che le dimensioni non c’entrano con buona pace per il genere maschile che ha il cervello più grande.

Gli uomini hanno la testa più grande delle donne.

In ogni caso i terzi molari o denti del giudizio sono denti vestigiali.

Organi che, con l’evoluzione, hanno perso la propria funzione originale e non servirebbero più a nulla.

Questo tenendo conto della teoria evoluzionistica, oggi criticata dal cosiddetto antievoluzionismo.  

Anche perché altre parti del corpo umano che si consideravano vestigiali, si è scoperto successivamente che avevano una funzione ben precisa.

Ad esempio negli Anni 60/70 era di moda asportare l’appendice vermiforme.

Un intervento chirurgico di appendicite non si negava a nessuno, neanche a quelli che non l’avevano infiammata.

Tanto quel piccolo tratto dell’intestino non serviva a nulla.

Mentre oggi la si cura anche se infiammata e la si asporta solo in casi estremi.

In quanto l’appendice vermiforme è molto importante per il sistema immunitario.    

                                                                                                               Paola Tassinari