Montebello, il castello col fantasma di Azzurrina

Castello di Montebello 026

Quella di Montebello è una delle rocche più belle e meglio conservate della Romagna. Il castello ha la particolarità di poggiare le sue fondamenta proprio sul picco del monte.  Il Mons Belli che tradotto dal latino vuol dire monte della guerra, fu meta di molti assalti, ad iniziare dai Malatesta nel 1186. Dopo circa 200 anni furono i Montefeltro a conquistarla e la rocca rimase sotto il loro dominio fino al 1438 quando Il signore dei Malatesta Sigismondo Pandolfo la riconquistò. Oggi i proprietari del castello di Montebello sono la famiglia Guidi di Bagno.  Montebello si trova nell’entroterra di Rimini ed è famoso per il fantasma di Azzurrina.  La storia narra della giovanissima figlia di Ugolinuccio Malatesta, Guendalina, che scomparve misteriosamente all’età di otto anni, mentre giocava rincorrendo una palla di stracci all’interno della fortezza del castello di Montebello. Questa vicenda attira ai giorni nostri centinaia di turisti che, recandosi al castello  cercano il brivido del fantasma. La piccola Guendalina aveva una particolarità: era albina e a quel tempo questa particolare anomalia era considerato un segno di stregoneria e quindi frutto del demonio. Le fu affibbiato il soprannome di Azzurrina in quanto la madre, per nascondere la sua presunta malattia le tinse i capelli di nero. Ma la tipica chioma degli albini non trattenne a lungo la tinta che colò lasciando però ai capelli un particolare riflesso  azzurro. La leggenda dice che l’ultima volta che venne vista dal suo accompagnatore la bimba stava giocando a palla all’interno del castello, in quanto era una giornata piovigginosa. Guendalina corse dietro alla palla e scomparve.  Non vennero mai ritrovati i resti della bambina e si ritiene decisamente impossibile che possa essere uscita  dai sotterranei  del castello in altro modo se non risalendo quelle stesse scale. Fuori le mura imperversava un furioso temporale che si placò con la scomparsa di Azzurrina. Risate, giochi di bimba, 12 rintocchi di campane, il battere veloce di un cuore, questi i fenomeni più volte uditi e registrati che si possono sentire solo in quegli anni che finiscono con lo “0″ o il “5″ nel giorno di solstizio d’estate.

 articolo già pubblicato sul quotidiano “La Voce di Romagna” il giorno 25/08/2014