Madonna del Latte, un affresco del Quattrocento

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La Madonna del Latte  che si trova nel palazzo comunale di Mondaino è un affresco databile intorno al 1480-85  attribuito  a Bernardino Dolci capostipite di una famiglia di artisti, nacque a Casteldurante di Urbania  nella prima metà del sec. XV.  La Vergine è rappresentata a seno scoperto, colta nell’atto di allattare il figlio in altre figurazioni può essere ripresa mentre un getto di latte esce dal suo seno verso la bocca di un Santo. Nella prima versione è Madre di Dio e modello per tutte le madri, nella seconda la Madonna  mostra la sua benevolenza  per un personaggio indicandolo come esempio da seguire. L’iconografia risale all’antico Egitto, alla dea Iside intenta ad allattare il figlio Horus, e ancora prima alla  dea Madre. Molte statue di Iside e di altre dee furono venerate come Madonne originali. Le prime  immagini  ufficiali della  “Madonna del Latte” si ritrovano nell’Egitto cristianizzato del VI o VII secolo, sono icone molto stilizzate ed irreali, dall’Egitto si diffusero in Oriente col nome greco di Galaktotrophousa . Si propagarono  poi  anche in Occidente,  assieme al culto di custodire nelle chiese come reliquie ampolle contenenti il latte della Madonna ( il Sacro Latte). Successivamente l’immagine della Madonna del Latte  divenne realistica in certi casi molto sensuale (Jean Fouquet  la rappresenta bellissima e eccitante, forse effigiata col corpo e il volto dell’amante del re di Francia Carlo VII). Fu così che la Riforma cattolica (1543) la  annoverò tra  le immagini sconvenienti, che si riteneva potessero fuorviare il fedele. Nell’immagine di Bernardino Dolci la Vergine è in un paesaggio idilliaco, assisa su un trono purpureo contornata da angeli musicanti, dalla lunetta superiore Dio la benedice e festoni di frutta pendono da due pilastri: ghiande associate  alla vita e all’immortalità, melagrane legate  alla fertilità e pere che rappresentano la dolcezza della salvezza attraverso il sacrificio. E la scimmia? Nel folclore cristiano medievale la scimmia era considerata indecente e vergognosa. Un bestiario medievale del XII secolo dice che l’intero essere fisico della scimmia è “orribile, ma mai quanto le sue natiche, assolutamente orripilanti”.  Quindi la scimmia nascosta non può essere che la parte “umana” di Maria espulsa dalla sua santità. In un dipinto non c’è solo da  osservare, c’ è anche un libro tutto da leggere.

 

immagine: Madonna del Latte di Mondaino

articolo già pubblicato sul quotidiano “La Voce di Romagna” il giorno 01/09/2014

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