IL TESORO? E’ L’ARCHIVIO

477px-Wulfila_bibel

Il patrimonio artistico e culturale di proprietà dello Stato in Emilia-Romagna vale 16,9 miliardi di euro, 4000 euro per abitante. A dirlo è la Ragioneria dello Stato, risulta che quasi tutto il patrimonio è costituito dagli Archivi di Stato. L’Archivio di Bologna, da solo, vale 4,86 miliardi di euro. Una cifra altissima, per fare un paragone  la Pinacoteca bolognese che ospita quadri dei Carracci, di Guido Reni, del Guercino e di Raffaello è valutata poco più di 45 milioni di euro. Inizialmente questa notizia mi ha lasciato un po’ perplessa, poi riflettendo ho capito che negli archivi e nelle biblioteche c’è la nostra storia, la nostra memoria. A Bologna ad esempio nell’ Archivio si conserva il  Liber Paradisus”, memoriale della liberazione collettiva dei servi della gleba realizzata dal comune bolognese nel 1256-1257,  un traguardo fondamentale nella storia della civiltà. In Romagna abbiamo una serie di biblioteche eccelse: la Malatestiana a Cesena, la Gambalunga a Rimini, la Classense a Ravenna, con la loro ricchezza di antichi codici manoscritti, incunaboli, edizioni a stampa di pregio, autografi, manoscritti musicali, ricchissimi carteggi e chissà quanto altro. L’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) non ha solo la lista dei patrimoni dell’umanità ( in cui rientra Ravenna con ben otto monumenti) ha altre liste tra cui quella della Memoria del Mondo che comprende la Biblioteca Malatestiana di Cesena. La Malatestiana è una  biblioteca monastica, fondata alla metà del XV secolo detiene caratteristiche uniche, è stata la prima biblioteca civica d‘Italia e d‘Europa ed è l’unica  biblioteca monastica umanistica integra per edificio, arredi e corredo librario.L‘UNESCO ha inserito la Biblioteca con la seguente motivazione: “La biblioteca contiene lavori di filosofia, teologia e scritti di natura biblica, così come di letteratura scientifica e classica di differenti provenienze. E’ un raro esempio di una completa e meravigliosa collezione conservata dalla metà del XV sec., appena prima dell’avvento della stampa in Europa. La collezione è un esempio unico di biblioteca umanistica del Rinascimento, momento in cui le prime valutazioni sugli scritti e sugli insegnamenti Cristiani lasciavano la strada a varie considerazioni secolari. La collezione è contenuta nell’originale edificio di Cesena”.  Mi sembra che la Romagna possa andare ben fiera di ciò. Ma la Memoria del Mondo per la Romagna non è finita qui, a Ravenna vi è l’ Archivio Arcivescovile, raccoglie i documenti della Diocesi  che risale al II secolo, una continuità documentaria  già a partire dalla metà del V secolo relativa al patrimonio della Chiesa Ravennate testimoniata dai papiri. L’Archivio ha subito nei secoli molte dispersioni così la maggior parte dei papiri, alcuni  sono andati perduti, altri sono conservati presso la Biblioteca Vaticana e in varie biblioteche d’Europa e America. Nonostante ciò l’Archivio possiede ancora cinque papiri, innumerevoli pergamene, mappe, disegni e manoscritti. Inoltre uno studioso  ha scoperto nell’Archivio  un testo poetico risalente al periodo 1170/1220, potrebbe essere il più antico documento, conosciuto fino ad ora, della lirica italiana anticipando  la datazione delle origini e dello sviluppo della  poesia. Vi pare poco? C’è dell’altro. A Ravenna molto probabilmente  è  stata realizzata nel IV secolo da Wulfila (311-388), evangelizzatore e vescovo ariano  il Codex Argenteus, una Bibbia manoscritta in lingua gotica, realizzata su pergamena color porpora e scritta con caratteri in argento ed oro. Il manoscritto è anche noto con il nome di Bibbia d‘argento. Oggi è conservato, dopo varie traversie, alla Biblioteca di Uppsala  in Svezia. Il manoscritto conteneva in origine 336 fogli, ma solo 187 si sono conservati; dal 2011 l’UNESCO lo ha inserito nell’Elenco delle Memorie  del Mondo… la scrittura è la memoria, è tenere in vita chi c’era prima di noi.

immagine: foglio della Bibbia d’argento

articolo già pubblicato sul quotidiano “La Voce di Romagna” il giorno 03/03/2014

    

Precedente Un Portico tra Beatrice e la Madonna del Sangue Successivo PRIMO MAGGIO DA RINASCITA