Il Regisole, teoderico a cavallo… fino a Pavia

a3666f9065cf96fbc7f58f7c8a8eeb00Cosa è il Regisole e quale l’origine di tale strano nome? Doveva trattarsi di un’opera tardo antica in bronzo dorato, eseguita con la tecnica a cera persa, come i Bronzi di Riace per intenderci; quasi certamente si trovava a Ravenna e rappresentava Teodorico a cavallo, probabilmente in posa trionfale, forse echeggiava il mosaico, asportato per damnatio memoriae, ma ancora se ne intravede l’ombra, di Sant’Apollinare Nuovo. Fu uno dei modelli a cui attinsero gli scultori del Rinascimento per far rinascere l’arte del monumento equestre. La statua aveva una mano innalzata come il Marc’Aurelio e il cavallo teneva una zampa sollevata per evidenziare il dinamismo. Per quanto riguarda il nome, tre sono le ipotesi più accreditate: alcuni sostengono che la parola sia legata al personaggio con la mano alzata intento a “reggere” il sole, altri all’effetto del bronzo dorato che riflette i raggi del sole, mentre qualcuno pensa che Regisole significhi “regisolio” cioè trono regale. Molto più intricato sapere come la statua equestre sia finita a Pavia, collocata davanti alla cattedrale, diventando uno dei simboli della città, emblema pure sul sigillo d’argento del Comune; da Ravenna si è spostata a Pavia… ma come ci sia arrivata nessuno lo sa. Numerose e controverse sono le ipotesi avanzate dagli studiosi, alcuni ritengono che i pavesi in lotta coi bizantini sottrassero a quest’ultimi il Regisole, altri credono che la statua equestre fosse sempre appartenuta a Pavia, ma potrebbe essere anche la statua di Teodorico a cavallo che Carlo Magno si portò a Aquisgrana e che scomparse subito dopo. Viene da pensare che la città di Ravenna, dopo la morte di Carlo Magno, si sia riappropriata del manufatto e poi l’abbia perso di nuovo guerreggiando coi pavesi. Quello che è fuori da ogni dubbio è che il Regisole a Pavia colpì l’immaginazione di illustri ospiti della corte viscontea: Francesco Petrarca ne parla in una lettera al Boccaccio, Leonardo Da Vinci l’ammira nel 1490, durante un viaggio a Pavia in compagnia di Francesco di Giorgio Martini. Nel 1796 il Regisole fu distrutto dai giacobini pavesi che riconobbero in esso uno dei simboli della monarchia. Sparì quindi dal contesto urbanistico e storico di Pavia fino a quando il Comune commissionò allo scultore Francesco Messina, verso la metà degli anni ’30, una nuova statua equestre basata su raffigurazioni antiche.

immagine: Regisole di Francesco Messina

articolo già pubblicato sul quotidiano “la Voce di Romagna” il giorno 09/02/2015

 

 

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