Il cibo nell’arte XXXII parte

All’inizio dell’Ottocento pochi si rimpinzavano, circa il 20%, con varietà di cibo, mentre il resto si riempiva la pancia con minestroni, cereali e soprattutto in certe zone solo con la polenta, si diffuse così la pellagra una malattia che causava dermatite, diarrea e demenza e che era la conseguenza del cibarsi solo di polenta.

Luigi Monteverde- Natura morta con biscotti

Diventa invece usuale la frutta e il dolce, grazie anche all’introduzione della barbabietola da zucchero, per i ricchi e gli agiati non c’erano problemi consumavano cioccolata e i nuovi prodotti dolciari che i pasticceri francesi avevano creato come ad esempio il savarin una specie di pan di spagna imbevuto di liquore, simile al babà, una ciambella rotonda col buco riempito con crema chantilly frutta fresca oppure i fondant, caramelle candite o marron glacé e poi si creò il primo stampo rotondo per torte e arrivò il pan di spagna e la famosa, tutt’oggi una garanzia di bontà, la Saint-Honoré.

Luigi Monteverde- Natura morta con uva e fiasco di vino

Luigi Monteverde (1843-1923) nacque a Lugano, è stato un pittore famoso per la sua tecnica ispirata alla fotografia, dotato di un meticoloso realismo; nella prima immagine ci offre una natura morta ricca di fondant, biscotti, dolci, liquori e frutta sciroppata, dandoci un’idea della pasticceria ottocentesca, nella seconda ci sbalordisce… fu chiamato il Raffaello dell’uva. 

Auguste Renoir-Natura morta con pesche- 1881- MET museum- New York

La frutta piace molto e i ceti agiati possono avere più varietà, il ceto povero si accontenta di quella stagionale, se abita nel Sud Italia avrà arance e limoni se al Nord pesche, mele, pere, uva… la frutta trionfa nelle nature morte degli impressionisti e dei post-impressionisti.

Paul Gauguin-Natura morta con pesche-1889-Fogg Museum-Cambridge-USA

Una carrellata di immagini in cui per Renoir e per Gauguin conta il rinfrangersi della luce, con rapide pennellate di colore vivo, evitando di mescolarlo ma accostando i toni vivaci l’uno accanto all’altro, rendono la rotondità dei frutti con l’intensità del colore. In queste nature morte Gauguin è ancora vicino all’impressionismo tuttavia già si nota il suo senso innato di libertà nell’uso del colore e la solidità delle forme.

Paul Gauguin- Natura morta con arance- 1881

Diversamente da Gauguin che usa principalmente il colore, Paul Cézanne, altro grande post-impressionista che influenzerà il cubismo, cerca di geometrizzare le forme, Cezanne è convinto che ogni oggetto corrisponda a una forma geometrica… si parte da un cono, da un cilindro o da una sfera.

 

Paul Cézanne-Natura morta con mele e arance-1895-Musée d’Orsay, Parigi

William Joseph McCloskey (1859-1941) è un pittore americano noto per il suo realismo, si potrebbe definire copiando il soprannome di Luigi Monteverde, il Raffaello delle arance, l’artista dipinge le arance dandoci quasi la sensazione di toccare la loro buccia granulosa, il piano è poi talmente lucido che i frutti vi si specchiano inoltre si diverte a mostrare la sua bravura nelle increspature della carta. 

William J. McCloskey-Arance incartate-1889- Amon Carter Museum of American Art

La carta gli serviva come espediente per dare più volume e realismo mentre io pensavo che ritraesse le arance così incartate come le comprava, questo perché, un tempo e sino a non molti anni fa, le arance erano vendute confezionate, si utilizzavano dei fogli quadrati di carta velina allegramente decorati che avvolgevano le arance per proteggerle durante la spedizione nei mercati.  (Continua)