GIARDINO DELLE ERBE DIMENTICATE: SCOPRITELO ANCHE VOI

giardino-rasponi-o-delle

Il Giardino Rasponi o delle Erbe Dimenticate si trova a Ravenna. Qui è assai piacevole passeggiare o sedersi sulle comode panchine ascoltando piacevolmente un sottofondo di musica New Age. Il binomio musica più giardino è molto accattivante. Il giardino è nascosto da mura, ed è proprio nel centro città. Al giardino è possibile accedere attraverso il portale progettato da Camillo Morigia. Le mura di cinta proteggono il giardino rendendolo ovattato. La caratteristica del Giardino delle Erbe Dimenticate è quella di custodire preziose erbe aromatiche all’interno di aiuole in perfetto stile ottocentesco. Tutte le aiuole sono poste attorno alla bellissima fontana in ferro battuto del XIX secolo. Nella fontana ci sono pesci rossi che guizzano ruotando ed accompagnano i nostri pensieri. Tra le varie erbe coltivate all’interno del Giardino Rasponi bisogna ricordare l’Issopo, il Pungitopo, e piante di Farfara, Farfaraccio, Bardana, Luppolo, Levistico, Erba di San Pietro e tante altre. Questo giardino  apparteneva alla famiglia Rasponi Murat  il cui splendido palazzo è proprio di fronte. Giulio Rasponi faceva parte di una famiglia romagnola, da secoli al centro delle vicende politico sociali di Ravenna, nel 1825 sposò la principessa Luisa Giulia Murat, figlia di Carolina sorella di Napoleone, pertanto nipote  del Bonaparte. Vicino ai Carbonari, il suo salotto divenne luogo di ritrovo e di dibattito dei patrioti liberali. Nel 1839  assieme ad altri esponenti dell’ aristocrazia progressista locale fondò la Cassa di Risparmio di Ravenna. Fu  nonno di Gabriella Rasponi Spalletti ( 1853/1931) presidentessa  del Consiglio Nazionale delle Donne Italiane e pioniera dell’associazionismo. Nella piazzetta che si trova tra il palazzo ed il giardino è stata collocata, non molto tempo fa un’opera d’arte. Il soggetto scelto per simboleggiare l’immagine femminile è un fiore selvatico che nasce sulle dune, forte e flessibile ma sensibile al degrado ambientale. La scultura è realizzata su bronzo con mosaico e madreperla, simbolo di femminilità, e ha alla base un triangolo come simbolo maschile, che regge gli steli. Sopra ci sono cinque petali e  cinque nomi: Kadra, Barbara, Iolanda, Rosalia, Dalia vittime della violenza maschile. Non dimentichiamo che sebbene possa essere violenta anche la donna, l’uomo la deve sempre proteggere.     

 immagine: giardino delle erbe dimenticate

articolo già pubblicato sul quotidiano  “La Voce di Romagna” il giorno 03/03/2014

Successivo MELANGOLO D'AMORE